Chi sono

Neurologo, professore associato e ricercatore, con oltre quarant’anni di esperienza clinica e scientifica.

Ricerca continua e approccio umano

Ho dedicato la mia carriera allo studio delle malattie neuromuscolari e dei disturbi del movimento, con l’obiettivo di unire rigore scientifico, tecnologia e attenzione autentica alla persona.

Dall’elettronica alla neurologia

La precisione tecnica al servizio della clinica.
Sin da giovane sono stato affascinato dall’elettronica, al punto da costruire apparecchi radio e amplificatori audio per sostenere i miei studi universitari. Questa passione mi ha accompagnato anche nella scelta della neurologia, disciplina che ho subito riconosciuto come sorprendentemente affine all’elettronica: reti complesse, segnali, frequenze, sistemi di controllo.

Già nei primi anni di specializzazione, a partire dal 1981, ho iniziato a studiare le onde elettromagnetiche prodotte dal sistema nervoso utilizzando i primi bioanalizzatori e oscilloscopi, avviando sperimentazioni cliniche nell’ambito delle patologie neurologiche. Da allora, il mio percorso professionale si è sviluppato lungo un confine preciso: comprendere i meccanismi profondi della malattia per poterli spiegare e affrontare insieme al paziente. Tale approccio si è arricchito grazie al confronto con colleghi formatisi durante il mio percorso amministrativo, come la Dottoressa Federica Moret, PhD in Neuroscienze Umane.

Un approccio che unisce competenza ed empatia

L’unione tra competenza tecnica e attenzione umana ha progressivamente definito il mio modo di fare medicina.
Curare una persona non significa solo proporre un trattamento, ma condividere le sue preoccupazioni, chiarire ciò che sta accadendo nel suo sistema nervoso e accompagnarla in un percorso di comprensione e consapevolezza.

Comprendere la malattia significa anche comprenderne l’impatto sulla vita quotidiana del paziente. Per questo considero fondamentale instaurare una relazione basata sull’ascolto, sulla chiarezza e sulla fiducia reciproca.

L’esperienza clinica e il valore del dialogo

Contro la logica dei '5 minuti': restituire dignità al momento della diagnosi.

L’esperienza come docente universitario e come neurologo ospedaliero mi ha insegnato quanto sia fondamentale il dialogo. Parlare con il paziente, spiegare le cause della sintomatologia, rendere comprensibili anche i quadri clinici più complessi è parte integrante della cura.

Tuttavia, negli anni, i tempi della sanità ambulatoriale si sono progressivamente ridotti, limitando lo spazio necessario per un confronto autentico e approfondito.

Esistono diagnosi — come quelle delle malattie neuromuscolari rare, in particolare della sclerosi laterale amiotrofica — che non possono essere studiate e comunicate in pochi minuti.

Richiedono ascolto, tempo e rispetto.

Il tempo come parte della cura

In un contesto ambulatoriale che posso gestire autonomamente, senza vincoli esterni, ho scelto di rimettere il paziente al centro della visita, dedicando a ogni persona lo spazio necessario per comprendere, domandare e affrontare il proprio percorso con maggiore serenità.

Formazione e incarichi

La medicina richiede un aggiornamento costante che non finisce con la laurea. Qui riassumo le tappe fondamentali del mio percorso: dalla specializzazione tecnica in neurofisiologia fino alla responsabilità di dirigere reparti dedicati alle malattie rare.

1981

Laurea in Medicina e Chirurgia – Università di Roma La Sapienza

1984
Esperto in Elettromiografia Clinica – Università degli Studi di Ferrara
1985
Specializzazione in Neurologia – Università di Roma La Sapienza
1991
PhD in Fisiologia dei Disturbi del Movimento – Università di Roma La Sapienza
dal 2001
Professore Associato di Neurologia – Università La Sapienza di Roma
2005-2025
Direttore del Centro di Malattie Rare Neuromuscolari – Policlinico Universitario Umberto I di Roma
Socio ordinario: SIN, SINC, AIM, ASNP

Attività scientifica e ricerca

Nel corso degli anni ho contribuito alla ricerca scientifica con diverse pubblicazioni.
La mia attività di ricerca si è concentrata in particolare sulle malattie neuromuscolari rare e sui meccanismi genetici e immunologici delle patologie neurodegenerative.

Tra i contributi più significativi:

297 pubblicazioni su riviste internazionali

Ho pubblicato 297 lavori scientifici su riviste internazionali sottoposte a revisione paritaria
(Citazioni: 17.034 – H-index: 72 – i10-index: 175 – Google Scholar).

Nature Genetics (2016)

Genome-wide association analyses identify new risk variants and the genetic architecture of amyotrophic lateral sclerosis

Nature Genetics (2021)

Common and rare variant association analyses in amyotrophic lateral sclerosis identify 15 risk loci with distinct genetic architectures and neuron-specific biology.

Autoimmunity Reviews (2016)

Parkinson's disease: Autoimmunity and neuroinflammation

Qualcosa di me
oltre la professione
La vita mi ha fatto un regalo inatteso: sono appena diventato nonno, una gioia che mi ha aperto una prospettiva nuova e meravigliosa.

Quando non sono immerso in questa dolce “rivoluzione” familiare, mi aspetta l’altra mia grande passione: la mia Triumph Tiger Sport 660. Appena posso, la inforco. La moto per me non è solo un mezzo, è la mia fuga, il mio modo di staccare davvero, che sia per un’ora o per un intero weekend on the road, a caccia di nuove curve e paesaggi. Quella sensazione di libertà è impagabile.

Parallelamente all’adrenalina della strada, c’è il mio lato più “nerd”: l’elettronica. È un interesse che coltivo da anni, una vera valvola di sfogo intellettuale. Mi ritrovo spesso tra le mani PC di amici e parenti. Non solo li riparo quando fanno i capricci, ma mi diverto a ottimizzarli, a mantenerli al passo coi tempi. È una sfida continua che mi dà un sacco di soddisfazione personale, vedere un sistema tornare a “volare” grazie a un mio intervento.